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Quale powerbank comprare: come scegliere quello migliore

Scegliere un powerbank oggi è un po’ come scegliere una “presa di corrente tascabile”: ce ne sono tantissimi, ma non tutti sono adatti al tuo smartphone (o al tuo modo di usarlo). Tra capacità dichiarate, ricarica rapida, USB-C, Power Delivery, MagSafe, dimensioni e sicurezza, è facile prendere un modello che sulla carta sembra perfetto… e poi scoprire che è lento, ingombrante o non ricarica come ti aspettavi.
In questa guida ti aiutiamo a capire quali caratteristiche contano davvero e come confrontare i powerbank in modo semplice, senza farti influenzare solo dai numeri sulla confezione. Vedremo quanta capacità serve in base ai tuoi dispositivi, quali standard di ricarica cercare, come evitare prodotti poco affidabili e quali sono i migliori powerbank per ogni esigenza: viaggio, lavoro, uso quotidiano e ricarica “di emergenza”.

1. Caratteristiche da verificare

Prima di acquistare un nuovo powerbank per esigenze di lavoro o per le tue vacanze, devi prendere in considerazione alcune caratteristiche fondamentali, come la capacità, la velocità di ricarica e il numero di porte, sia in uscita sia in ingresso. Non va sottovalutata nemmeno la compatibilità, per evitare di danneggiare il dispositivo che desideri collegare, così come le dimensioni e la praticità di trasporto.

1.1 Potenza del powerbank e velocità di ricarica 

La capacità è il primo dato da guardare quando scegli un powerbank, perché indica quanta energia può immagazzinare per ricaricare i tuoi dispositivi quando sei fuori casa o lontano da una presa. 
La trovi espressa in mAh: più è alto il valore, più ricariche potrai effettuare (e, nei modelli più capienti, anche su più dispositivi in contemporanea). Per capire in modo pratico quante ricariche ti può garantire, puoi confrontare i mAh del powerbank con quelli della batteria del tuo smartphone o tablet: ad esempio, con uno smartphone da 4.500 mAh, un powerbank da 10.000 mAh può offrire circa due ricariche complete (considerando che una parte di energia si perde durante la conversione). 


Un aspetto spesso sottovalutato nella scelta di un powerbank è la velocità di ricarica, che va considerata su due fronti: 
-    quanto velocemente ricarica i tuoi dispositivi 
-    quanto tempo impiega lui stesso a ricaricarsi per essere di nuovo pronto all’uso 

Per valutare la potenza in uscita è utile controllare gli ampere (A) dichiarati dal produttore: valori più alti significano, in genere, tempi più brevi. Un powerbank con uscita pari o superiore a 3A è normalmente in grado di ricaricare uno smartphone in poco più di un’ora, risultando ideale quando hai poco tempo e vuoi tornare operativo rapidamente. 


Anche il tempo di ricarica del powerbank è fondamentale, soprattutto se lo usi spesso: un modello da 10.000 mAh, mediamente, può impiegare circa 3 ore per ricaricarsi completamente, ma la durata varia in base alla tecnologia supportata e al caricatore utilizzato
Infine, se vuoi davvero ridurre i tempi, punta su modelli compatibili con la ricarica rapida: tra le più diffuse c’è Quick Charge (molto comune su Android), che può ridurre sensibilmente i tempi rispetto alla ricarica standard, e Power Delivery, supportata anche da Apple e da molti produttori come Google e Samsung. Con queste tecnologie la potenza può arrivare fino a 100W, rendendo possibile ricaricare non solo smartphone, ma anche dispositivi più esigenti in modo decisamente più rapido.

1.2 Numero di porte e compatibilità

Quando scegli un powerbank, il numero di porte e la compatibilità sono aspetti decisivi per evitare sorprese e assicurarti una ricarica semplice, veloce e adatta ai tuoi dispositivi. 
Per avviare la ricarica, infatti, serve una porta compatibile: lo standard USB è il più diffuso e garantisce ampia compatibilità con smartphone, tablet, e-reader e persino molti notebook, ma è importante distinguere tra i vari tipi di connettore. In genere trovi almeno due porte: 
-    una in ingresso (per ricaricare il powerbank) 
-    una in uscita (per ricaricare i device)
Nei modelli più recenti, soprattutto quelli più capienti, le uscite aumentano e questo permette di ricaricare due dispositivi contemporaneamente (ad esempio smartphone e tablet) senza dover aspettare.

Oltre alla quantità, conta anche la tipologia di porte: la classica USB-A è ancora molto comune, mentre la USB-C è sempre più presente perché ideale per i dispositivi di nuova generazione e spesso supporta anche la ricarica rapida. Alcuni powerbank includono anche microUSB, utile se hai device più datati o se vuoi usare cavi che già possiedi. 
Prima dell’acquisto è sempre consigliabile controllare la scheda tecnica e verificare quali cavi utilizzi normalmente: ad esempio, i dispositivi Apple richiedono un cavo compatibile (Lightning o USB-C a seconda del modello), quindi è bene accertarsi che tu possa collegarli senza problemi. In alternativa, esistono anche powerbank wireless, comodi perché eliminano i cavi, ma funzionano solo con smartphone che supportano la ricarica senza fili: meglio fare un test prima di partire, così da essere sicuro che tutto sia realmente compatibile.

1.3 Design, funzionalità aggiuntive e dimensioni

Nella scelta di un powerbank contano molto anche design, portabilità e funzionalità extra: sono aspetti che incidono sull’uso quotidiano, soprattutto se lo porti spesso in borsa, nello zaino o in viaggio
Le dimensioni variano principalmente in base alla capienza: un modello da 10.000 mAh ha in genere ingombri simili a quelli di uno smartphone, mentre salendo verso 20.000 mAh e oltre bisogna mettere in conto un corpo più spesso e voluminoso. Esistono anche mini powerbank estremamente compatti perfetti per l’emergenza ma con autonomia più limitata.


Dal punto di vista estetico, oggi non mancano opzioni per chi non vuole rinunciare allo stile: puoi trovare powerbank in diverse colorazioni e con finiture differenti, come policarbonato, metallo o superfici effetto specchio. 
Infine, molti modelli moderni non si limitano alla ricarica: quasi sempre includono indicatori LED per il livello di batteria residua, e nei prodotti più completi trovi un display che mostra la percentuale precisa e altre informazioni utili. Tra le funzioni extra più pratiche ci sono la torcia integrata, utile in campeggio o in situazioni di scarsa illuminazione, e il pass-through charging, che permette di ricaricare il powerbank mentre ricarichi anche altri dispositivi collegati. 
Per chi cerca la massima comodità, non mancano powerbank con ricarica wireless o modelli che possono ricaricarsi anche tramite pannello solare, ideali per escursioni e viaggi all’aperto.

2. Quanto dura un powerbank?

Un powerbank, nel tempo, dura quanto “regge” la sua batteria interna. Con un utilizzo normale e un prodotto di buona qualità, la vita utile si aggira in genere tra 2 e 4 anni, ma può essere anche più lunga se viene usato correttamente e non sottoposto a stress continui. Il parametro che incide di più è il numero di cicli di carica: più lo scarichi e lo ricarichi spesso (soprattutto fino a 0% e poi fino al 100%), più la capacità tende a ridursi con il passare dei mesi.
Per far durare un powerbank il più possibile, la regola principale è evitare gli estremi: meglio non lasciarlo scaricare completamente e non tenerlo sempre al 100% per settimane. Anche la temperatura è decisiva: il calore accelera l’usura delle celle, quindi è bene non lasciarlo in auto al sole, non usarlo sotto carica in ambienti molto caldi e non coprirlo. Un altro punto importante è usare cavi e alimentatori affidabili, preferibilmente con le specifiche corrette per quel modello. Con queste attenzioni, un buon powerbank può mantenere prestazioni solide molto più a lungo.

3. Posso utilizzarlo ovunque? 

In generale un powerbank si può usare praticamente ovunque ma ci sono alcuni contesti in cui l’uso è limitato o sconsigliato per motivi di sicurezza o regolamenti.
Il caso più importante è l’aereo. I powerbank sono considerati batterie al litio “di scorta”: per questo non possono andare nel bagaglio da stiva, ma vanno portati solo in cabina. Inoltre esistono limiti di capacità: fino a 100 Wh in genere sono ammessi, mentre tra 100 e 160 Wh può servire approvazione della compagnia; oltre 160 Wh non sono consentiti. Negli ultimi tempi alcune compagnie hanno introdotto regole più restrittive: ad esempio il divieto di riporre i powerbank nelle cappelliere e, in alcuni casi, limitazioni sull’uso/ricarica durante il volo. 


Altri luoghi in cui possono esserci limitazioni non dipendono dal powerbank in sé, ma dalle regole dell’ambiente:
-    Ospedali e strutture sanitarie: di solito ok in aree comuni, ma possono esserci zone dove è richiesto di limitare o disattivare dispositivi elettronici 
-    Aree ad alta sicurezza (tribunali, carceri, alcune sedi aziendali) possono vietare o limitare l’uso di elettronica e accessori
-    Ambienti “difficili”: spiaggia, montagna, auto al sole, luoghi molto caldi o umidi, qui non è un divieto, ma una questione di sicurezza e durata

Su StayOn puoi trovare powerbank pensati per ogni esigenza, dall’uso quotidiano ai viaggi, con modelli adatti a smartphone, tablet e altri dispositivi e con diverse capacità e tecnologie di ricarica. Inoltre, grazie a un’ ampia scelta di design, colori e dimensioni, puoi scegliere il powerbank perfetto non solo per prestazioni e compatibilità, ma anche per il tuo stile e il tuo gusto personale!

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